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Visitare Pienza: una gita in giornata

Grazie al Il Blog di Roberta Cinelli !!!

Fra le morbide colline dorate della Val D’Orcia, sono andata a trovare Pienza, la deliziosa cittadina patrimonio dell’umanità, voluta da Papa Pio II quale esempio di città “ideale” rinascimentale. Nota nell’alto medioevo con il nome di Corsignano, l’attuale cittadina fu edificata in soli 4 anni dal 1459 al 1462 ad opera di uno degli architetti più famosi dell’epoca, Bernardo Rossellino, che la trasformò da piccolo borgo medievale in una cittadina rinascimentale dalla bellezza senza tempo: ordinata, curata e quieta, ha piccoli tesori da scoprire durante una gita fuori porta, anche se in realtà è piena di accoglienti affittacamere che rendono l’idea di un breve soggiorno assolutamente allettante.

Arrivando da Siena, la cittadina si trova sulla sinistra e comodi parcheggi gratuiti sono facilmente accessibili. Le mura delimitano il centro storico e Porta al Murello è ancora l’ingresso principale al paese. Il punto informazioni è subito sulla destra, con piantina della città, souvenir e affini.

I principali punti di interesse sono Palazzo Piccolomini e il Duomo, ma il paesino è da percorrere in lungo e in largo per scoprire splendidi scorci e angoli segreti.

Quasi tutto è raggiungibile percorrendo Corso Rossellino, la via centrale: disseminata di negozietti e piccole enoteche per degustare il famoso Brunello, annovera diverse botteghe dove comprare prodotti tipici, primo fra tutti il cacio di Pienza (piccante e al tartufo sono due varianti sublimi).

Prima tappa sulla destra è la chiesa duecentesca di San Francesco. Interni puliti e rigorosi, facciata austera, in tipico stile francescano; è impreziosita all’interno dai resti di alcuni affreschi trecenteschi e da uno splendido crocifisso calato dall’alto su un altare in pietra assolutamente imponente.

Nella cappella laterale si trova un armonium della fine del secolo scorso (non sapevo neanche cosa fosse… thanks Google!).

Poco oltre si trova il Palazzo Piccolomini, visita obbligata in città. L’ingresso costa 7 euro compresa audioguida; consente solo visite guidate della durata di circa 30 minuti e ne vale assolutamente la pena. Il palazzo, residenza estiva di Enea Silvio Piccolomini, poi Papa Pio II, fa parte del complesso monumentale che comprende anche la cattedrale adiacente e la piazza, edificato nel 1459 dall’architetto Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti.

Il palazzo fu residenza ininterrotta della famiglia Piccolimini dal 1462 al 1962 e la visita permette di scoprire le splendide stanze perfettamente conservate, gli arredi d’epoca, i pavimenti ed i soffitti quattrocenteschi e una bella collezione di armi, dai fucili alle lance, agli elmi e alle spade.

Si ha inoltre accesso al loggiato del primo piano, da cui si gode di una vista mozzafiato sulla Val D’Orcia con il monte Amiata in lontananza, alla corte interna ed al giardino pensile, con geometrie perfette e piante lussureggianti. I dettagli degli interni sono molto interessanti, forse perché essendo stato abitato fino a circa 50 anni fa il palazzo conserva un forte vissuto.

A fianco, affacciata sulla piazza Pio II, si erge la cattedrale; pur essendo attualmente in restauro, ha una facciata imponente e degli interni maestosi, seppure nella loro semplicità, con soffitti a volta e colonne svettanti. Le grandi vetrate colpiscono subito all’entrata, sia per la luce che per la loro eleganza.

Sempre sulla piazza si apre, di fronte a Palazzo Piccolomini, l’ingresso a Palazzo Borgia e Jouffroy (attuale Museo Diocesano). Subito dopo l’ingresso, in una sala sulla sinistra si trova il plastico che rappresenta il “fenomeno dell’ombra”: in pratica il fenomeno che si realizza due volte l’anno, durante l’equinozio di primavera e di autunno, durante il quale l’ombra della cattedrale che si dispiega sulla piazza è perpendicolare e perfetta rispetto alla sua partitura, secondo le date del Calendario Giuliano. Questo tipo di architettura rientrava nel progetto di realizzare con Pienza il borgo “ideale” rinascimentale. Con 50 centesimi è possibile vedere il gioco di luci e ombre sul modellino in legno, peraltro molto bello e fedele alla realtà. Se ci si posiziona sotto i portici del Palazzo Comunale (bellissima la torre rossa con l’orologio) o meglio ancora all’inizio di Via Marconi, proprio di fronte alla Cattedrale, la perfezione della prospettiva della piazza fra Palazzo Borgia e Palazzo Piccolomini diviene assolutamente evidente.

Proseguendo lungo Corso Rossellino si incontrano altri palazzi rinascimentali con splendide facciate e poi, sulla destra, si arriva a tre vicoli posti in rapida successione: Via dell’Amore, Via del Bacio e Via Buia; tutti e tre conducono alla strada panoramica sopra le mura, Via del Casello, da cui si gode di un’ampia vista sulla Val D’Orcia, con Radicofani in lontananza e il Monte Amiata sullo sfondo.

Il corso termina con Porta al Ciglio. Sulla sinistra si apre Piazza San Carlo con il Centro Espositivo e la Biblioteca. Poco oltre si arriva a Via delle Case Nuove, chiamata così perché proprio nel XV secolo, per le esigenze della popolazione povera, furono costruite dodici case nuove in prossimità delle mura, lontano dai palazzi della corte papale e dalla piazza principale (una sorta di prima edilizia popolare). Si tratta di uno scorcio delizioso, con fiori e piante ad abbellire gli angoli e vecchi portoni in legno.

Uscendo dalle mura da Porta al Murello, si possono infine visitare la Pieve di Corsignano e la Chiesa di Santa Caterina. La prima si raggiunge con una breve passeggiata nella natura girando in Via Fonti: 15 minuti di buon passo al sole, ma in totale quiete. Si tratta di una chiesa romanica dell’undicesimo secolo con una torre campanaria cilindrica e un portale decorato con intrecci geometrici e floreali, a tema mitologico. L’interno è assolutamente spartano, ma molto suggestivo. Lì davanti partono alcuni sentieri che attraversano la Val D’Orcia verso San Quirico e Bagno Vignoni.

Tornando indietro e prendendo invece Viale Santa Caterina, si arriva alla Chiesa di Santa Caterina, risalente al XVII secolo. La facciata è in mattoncini rossi e l’interno mi ha colpito non solo per la ricchezza barocca, ma anche perché, invece del crocifisso, l’altare ospita un affresco della Madonna con bambino, racchiuso all’interno di una tela più ampia.

Dove mangiare? In realtà a Pienza ci sono quasi più ristoranti, locande e bruschetterie che abitanti. L’altro giorno abbiamo provato La Buca di Enea, un angolino in Via della Buca che offre ottimi taglieri di formaggi e affettati, crostoni e bruschette, oltre ai piatti tradizionali di pici al ragù di anatra, cinghiale e ribollita; ovviamente ottimo Brunello al calice e il Civettaio Rosso di Pienza proveniente da una azienda agricola subito fuori le mura.

In altra occasione avevo avuto modo di apprezzare anche il Ristorante Dal Falco, subito fuori Porta al Murello, con ottimo menù e accoglienti camere e la Trattoria Latte di Luna, in fondo a Corso Rossellino, prima di Porta al Ciglio, in un romantico angolo di piazza, nascosto dalle piante: pici strepitosi!

Per dormire c’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre a un paio di hotel fuori le mura, ci sono affittacamere e B&B ovunque; ingressi deliziosi, giardini interni e camere che affacciano sulla Val D’Orcia. Potrei eleggere il Giardino Segreto per un mio prossimo soggiorno: anche solo il cortile interno dove rilassarsi mi ha rapito il cuore.

Ecco, una giornata a Pienza è sufficiente, ma è anche vero che si trova in ottima posizione centrale per visitare la Val D’Orcia e passare tranquille sere d’estate mangiando e passeggiando

Fonte: http://robertacinellionline.blogspot.it/